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La Meraviglia


Lo sguardo dell’essere umano è sempre più incapsulato in una visione monocorde dell’esistenza. Si vede principalmente solo ciò che si percepisce attraverso alcuni sensi quali la vista, l’udito, l’odorato, il tatto e il gusto e lo si prende in considerazione attraverso ciò che è stato scientificamente spiegato e che passivamente è stato imparato.

Eppure, ad una osservazione più attenta, si scopre che questa visione è assolutamente limitata e che c’è un elemento basilare per lo sviluppo dell’anima umana che purtroppo stiamo disimparando ad usare.

Meravigliarci, oggi, diventa sempre più difficile e per questo diventiamo sempre più aridi, a partire da un’età sempre più giovane.

Prendiamo in considerazione il mistero dei primi tre anni di vita dell’uomo.

In questo breve periodo l’anima del bambino che si incarna, ancora sognante e senza coscienza di se stessa, riesce ad acquistare gli elementi necessari alla vita terrestre: impara ad elevarsi e a camminare per muoversi nel mondo, sviluppa la laringe in modo da poter comunicare attraverso il linguaggio e il canto e infine forma il proprio cervello per poter arrivare a pensare.

Nei primi tre anni quindi il bambino crea in sé ciò che in futuro lo renderà padrone dello spazio, del tempo e della coscienza.

Noi assistiamo a tutto questo dandolo per scontato, senza provare interiormente la meraviglia per questo mistero dell’infanzia e di conseguenza senza risvegliare in noi responsabilmente il rispetto, la venerazione e il desiderio di proteggere nel giusto modo queste fondamentali qualità nascenti.

Accade così che difficilmente si arrivi a comprendere che solo in questo periodo l’organismo umano è sufficientemente flessibile e malleabile per sopportare le forze formatrici spirituali, indispensabili per poter crescere come uomini completi.

Invece è solo in questo momento che l’essere umano agisce su se stesso con maggiore saggezza, con una saggezza esterna a lui che viene dal mondo dello spirito, che gli dona la possibilità, più avanti nella vita, di sviluppare autonomamente la propria coscienza.

 Oggi più che mai l’essere umano va educato ad avere un rapporto sano ed eternamente fresco con la meraviglia.

Nel corso dell’intera esistenza poter guardare al mondo, agli eventi e alle persone con uno sguardo che domanda prima di rispondere, che percepisce il bello, il buono e il vero in ciò che accade, che sente in sé curiosità e devozione per quando di splendido ed incredibile accade al di fuori di se stessi, apre la porta alla possibilità che ognuno di noi possa diventare un ricercatore della verità, un creatore della propria vita, un camminatore devoto sulla via del rapporto sempre vivo tra l’esistenza terrestre e quella celeste.

In questo la scuola Steiner -Waldorf ha il suo compito che si esprime attraverso il suo modo di osservare il bambino, di porsi domande vive ed attente sul suo sviluppo, di modellare i propri insegnamenti proprio a partire dall’esperienza e dalla meraviglia sull’esperienza vissuta.

La meraviglia però non può diventare un sentimento destinato solo agli allievi di questa scuola.

Meravigliarsi richiede allenamento e osservazione e se ci pensiamo bene queste sono attività che tutti possiamo decidere di praticare. 


Maestra Licia


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