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24 giugno: San Giovanni

 24 giugno: San Giovanni

 

Tra il 21 e il 22 giugno ha luogo il solstizio d´estate: il Sole raggiunge il punto più alto e, dopo aver superato il punto solstiziale, comincia a decrescere e continuerà a farlo fino al solstizio d´inverno, il 21 dicembre, quando comincerà il percorso ascendente.

Il solstizio è il primo giorno di una nuova stagione. Cambia l’aria, cambiano i colori, cambia la luce. Ieri una mamma della nostra scuola raccontava di aver detto alla propria bimba di otto anni e mezzo che il 21 giugno segna l’inizio dell’estate. “Si sente” ha risposto la bambina. “Da cosa lo senti?” ha chiesto incuriosita la mamma. “E’ tutto più… luminoso”. Proprio così: a chi ha occhi attenti e percezioni vigili non sfugge la luce diversa che ha ora inizio! Il solstizio estivo è infatti il momento di massima durata della luce dell’anno; dopo S. Giovanni i giorni ricominciano ad accorciarsi, sintomo di un principio di “morte” della Natura.

In età precristiana questo periodo era considerato sacro al pari di un capo d’anno e vi si traeva dei presagi. Inoltre nelle civiltà contadine, essendo il 24 giugno una data spartiacque per la maturazione delle sementi, il giorno del solstizio era anche occasione per effettuare riti legati alla fertilità della terra prima dell’arrivo del caldo estivo.
In altre tradizioni, svariate erbe si raccoglievano nella notte della vigilia di San Giovanni, con la convinzione che avessero particolari poteri benefici e terapeutici: con esse si preparava un’acqua da impiegare per abluzioni reputate rigeneranti e curative.
Tra gli altri usi popolari legati a questo periodo ci sono i Fuochi di S. Giovanni, falò accesi nei campi, considerati propiziatori e purificatori: l’usanza di accenderli si riscontrava in moltissime regioni europee e persino nell’Africa del Nord. I contadini si posizionavano in cima alle colline, e accendevano grandi falo’ in onore del sole, per propiziarsene la benevolenza.

In molte occasioni Rudolf Steiner ha parlato del momento solstiziale di San Giovanni. Rispetto a ciò che accadeva agli uomini del passato in occasione di questo momento cosmico, così si esprime:

“[…] Gli uomini di allora potevano ricevere – in tale coscienza sognante – un solare presagio dell’io che una volta all’anno scendeva su di loro. Sognavano l’io. A quei tempi tali uomini primitivi e poetici non potevano ancora attribuirlo a se stessi, ma lo ponevano nel grembo dell’elemento divino spirituale, sapendolo in relazione con tutto il cosmo e con il mondo intero. In particolare essi sentivano di dover accogliere quanto si rivelava loro in piena estate – quando luce e calore piovono copiosi –, essi attendevano con fiducia che si manifestasse ciò che i cieli pretendevano dagli uomini in campo morale: la saggezza spirituale operava, appunto, come una rivelazione e trasmetteva loro impulsi per l’agire.

Tuttora, durante l’estate, l’anima e lo spirito della Terra si alzano verso le lontananze cosmiche – come avviene all’uomo quando dorme profondamente – per andare a incontrare gli archetipi, gli ideali, i pensieri degli Esseri spirituali. È come un lunghissimo respiro: al momento del solstizio estivo, diciamo così, la Terra ha esalato tutto il suo fiato, quell’aria che aveva tratto entro di sé prima di Natale. Allora a San Giovanni si attende una nuova inspirazione.

Insieme alla Terra pure noi facciamo questa esperienza, siamo, nel pieno senso della parola, più fuori che dentro: usciamo di casa e ci godiamo la vita all’aria aperta o andiamo in vacanza; ma siamo fuori anche con la coscienza, risulta più difficile concentrarsi, o studiare, e siamo richiamati dal calore a vivere fisicamente la nostra estate. Questa esperienza estiva è anche entrare in una sorta di sonno rispetto all’elemento spirituale. Con l’arrivo dell’autunno ci ritroveremo più inclini all’introspezione, a ritirarci in quell’interiorità che durante la bella stagione abbiamo in qualche modo liberato.

Questa espansione nel cosmo permette alla Terra di incontrare i pensieri divini e per noi – donne e uomini del nostro tempo – luce e calore possono restituire ali al pensiero, affinché non irrigidisca ma possa ritrovare vita e movimento.

Ora siamo in estate, no? Qual è il nostro passato? L’uomo durante la primavera si è potuto sentire uno con tutta la natura germogliante: dalla durezza delle radici è salito aprendosi al ritmo delle foglie, poi ancora si è raccolto nei fiori in boccio che finalmente si sono schiusi con i loro colori e profumi. Quando il fiore si espande ancora oltre nel frutto, ricondensandosi poi nel seme, è come se si fosse a un nuovo ciclo di vita: in noi nasce una realtà tutta solare, ma che è il frutto della nostra terra. Questo frutto, in una dolcezza sognante, si offre fiducioso al creato, sciogliendosi per permettere un nuovo inizio.”

San Giovanni, in agricoltura biodinamica, viene considerato un momento importante dell’anno poiché in questo periodo viene valutato il lavoro svolto dall’agricoltore nei primi sei mesi dell’anno ed in relazione a quanto e come avrà “seminato” otterrà il proprio raccolto nei mesi successivi. Rappresenta un momento di analisi, di giudizio, di una cosciente riflessione, l’inizio del processo di inspirazione di Madre Terra. Lo stesso fuoco che nelle campagne viene acceso nella notte di S. Giovanni vuole essere un messaggio chiaro e forte, un bruciare, uno smaterializzarsi delle sostanze terrestri che grazie allazione purificatrice del fuoco si elevano verso il cielo, verso le dimore delle Entità Spirituali per portare un messaggio cosciente e riconoscente dagli Uomini agli Dei. Noi oggi riusciamo a scorgere la loro presenza attraverso il “fuoco” delle stelle e Loro da lassù vedono ed apprezzano i nostri piccoli fuochi, la materia che brucia impregnata dei nostri pensieri che rivolgiamo alle Altezze.

Come sono importanti allora anche in questo periodo i pensieri che facciamo! Il fatto che siamo ricolti verso l’esterno, richiamati dalle forze del cosmo, dalla luce, dalla bellezza e dall’aria, non ci giustifica a cadere in un sonno profondo…! Piuttosto in un elemento più “sognante”, in cui la Terra si dona completamente all’essere umano, possiamo porci in ascolto e cogliere intuizioni rispetto a ciò che il mondo spirituale vuole dirci. Porci in ascolto degli ideali morali per sviluppare pensieri e azioni coscienti ma mobili, appunto non irrigiditi, rispetto a ciò che è il nostro compito. In questa estate così particolare poi, in cui tanti sono gli interrogativi, i sentimenti e i pensieri che vivono in noi rispetto al prossimo futuro, al mondo dell’infanzia e alla protezione che abbiamo da garantirgli, sonnecchiare non è proprio ciò che possiamo fare...

Possiamo allora portare con noi le parole pronunciate da Rudolf Steiner:

Tutto questo serve per ricordarci che tutto è venuto dallo spirito e tutto risale allo spirito. Nostro compito è accompagnare il ritorno, col libero amore. Quando inizia l´estate vera e propria e il sole ha raggiunto il suo punto più alto, quando la terra ha respirato a fondo e l´anima della terra, come se avesse superato se stessa, si dà alle forze cosmiche, allora anche l´uomo sente di essere trascinato verso l´aria, il sole, la luce. Mentre durante il Natale l´essere umano volge tutto se stesso verso la propria interiorità, la propria anima, per riscoprirne ogni volta l´essenza, il proprio destino, ricercando ispirazione e suggerimenti nelle dodici notti sante, così a San Giovanni l´uomo volge tutta la sua attenzione alle meraviglie del creato: colori, gioia, allegria, leggerezza si accompagnano all’anima umana portando un magico equilibrio, una stupenda armonia tra interiorità ed esteriorità umana ed è in questo incontro che l´essere diviene cosmico, che può abbracciare dentro di sé l´intero creato e compiere il proprio cammino di trasformazione”. 

 

Per il Collegio Insegnanti, Alessandra Fabris

 


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