Il significato e il ruolo della figura paterna durante il primo settennio

Data:
Orario:
-
Calendario:

Luogo: Scuola Waldorf Verona, Località Laura 4, Grezzano VR

Relatore: dottor Sergio Maria Francardo, medico antroposofo

Il bimbo ha bisogno di un padre e di una madre, adulti di riferimento che lo accompagnino con fermezza. Avere figli vuol dire prendersi la responsabilità dell’umanità futura, è l’occasione di entrare pienamente nel mondo adulto.  Siamo chiamati davvero a diventare adulti questo è il dono del bambino.                                                  

I piccoli hanno bisogno fin nelle cellule del loro corpo di una guida.  

Fare continuamente delle domande al bambino, come si usa oggi, è un controsenso perché non ha esperienza e forza interiore sufficiente per compiere una scelta tra alternative. 

La domanda vuoi andare a letto? 

Equivale a: preferisci il riso integrale o la nutella?

Una violazione della libertà del bambino che nega la costruzione di un’interiorità.

Appoggiarsi alla razionalità impoverisce le figure genitoriali in particolare la figura paterna che viene collocata in un mondo di rappresentazioni astratte che impediscono di identificarsi con la metà del cielo solare: siamo noi padri cari amici il sole per i nostri figli.          

 Con molta determinazione e dolcezza sarà l’adulto a dare una direzione. 

Il padre deve considerare che parlare con un figlio non serve per informare ma per formare, c’è quindi bisogno di una maggior cura delle parole e dei gesti.

Se un bambino è stato ben guidato sarà un adulto capace di trovare forza e determinazione dentro di sé, se viene lasciato a prendere decisioni quando non è il tempo in seguito si stuferà e si lascerà guidare da altre persone, in genere le meno adatte.
Se il bambino sente che noi ci siamo,  sarà difficile che diventi irriverente, irrispettoso e se talvolta lo fa è perché gli interessa vedere la reazione dell’adulto, ciò che gli preme non è tanto l’oggetto ma come si comporterà di fronte a questa provocazione il genitore o l’educatore.
Essere amici di un bambino di 3/4 anni, significa metaforicamente lasciarlo orfano.

Un’altra cattiva abitudine che indebolisce la figura paterna è preannunciare troppo presto ciò che accadrà: se viene raccontato solo una volta forse il bambino se lo dimenticherà e tutto andrà bene, ma se si insiste a preannunciargli un avvenimento che accadrà in futuro è probabile che faccia un viaggio nella fantasia dove sembra che ciò che gli è stato detto non si realizzi mai.
È utile non raccontare il passato e non preannunciare il futuro, i bambini, infatti, vivono nel presente.

Essere padre è la grande occasione della nostra vita: chiamiamo felicità il restituire ciò che il mondo ci ha donato.

Torna in alto